Dal benzinaio 22/12/2009
Posted by Turk 182 in Uncategorized.Tags: benzinaio
add a comment
Tra i tanti lavori svolti dal sottoscritto, c’è pure quello del benzinaio. Per gli amici ero il capo-pompa, tra l’ilarità generale.
Fare il benzinaio ha il suo bel fascino: vendi una cosa che prima o poi serve a tutti, quindi zero sforzo. Si fa il prezzo che si vuole e se non ti sta bene, cazzi tuoi e spingi fino alla prossima pompa. Lavori a ondate: dalle 7 alle 9 di mattina il pienone di pendolari, poi pace e calma fino a mezzogiorno e mezzo, quando escono per la pausa pranzo, ma tu chiudi e tiè !!! Ci dovevi pensare prima. Tra le 5 e le 7 di sera altro pienone, poi tutti a casa.
Fare il benzinaio però significa anche veder arrivare il sciur brambilla che ti dice “50mila lire (ai miei tempi), ma se si riempie prima si fermi, mi raccomando” a cui bisognerebbe rispondere “Ma no… perchè non diamo una bella lavatina al parabrezza con 8-10mila lire di gasolio?”
Fare il benzinaio significa dare i BOLLINI. Uno ogni 10mila lire. E qui si apre un mondo: arriva quello che fa 15mila lire e ne vuole 3 perchè anche ieri ha fatto altre 15mila lire e non è mica giusto che ha fatto 30mila lire e gli do due bollini. Poi c’è quello che fa 83mila lire e ne vuole nove di bollini. Pianta lì la macchina (giuro), va dal gestore a dire che il ragazzo non gli vuole dare il bollino. Poi, finita la bagarre, il gestore racconta al ragazzo che quell’imbecille è miliardario. Poi ci sono i camionisti che con un pieno riempiono 8 tessere e prendono 15 regali. Geniali.
Il tutto per premi del calibro di un pallone di plastica super-tele, un ombrello cinese con garanzia 2 settimane, la barbie e la scacchiera in plexiglas
…e poi ci sono LE DONNE….. (continua)
Benedicto tu… 17/12/2009
Posted by Turk 182 in Uncategorized.add a comment
Giorni di dicembre, giorni di benedizione delle case. Il nostro nuovo pretino (l’altro l’hanno spedito agli antipodi della provincia perchè da questa parte se le era trombate tutte)… dicevo… il nuovo pretino, una volta sull’uscio, non è proprio nuovonuovonuovo. Un ottantina d’anni. Forse così la curia ha pensato di non reiterare la figura di merda.
Si presenta,
- sono il prete nuovo, eeeeeh ma che bella casa, che bella libreria, non se ne vedono oggi di così belle.
- prende per il culo? E’ dell’ikea, pensavamo di buttarla.
- Eeeeeeh ma è un peccato, con tutta la gente che muore di fame.
- ?
- …son qui per benedire…
- Ecco appunto. Prego, santo padre, benedica.
Il pretino allora si accascia su se stesso rimanendo tuttavia in piedi, si contorce, si ingobbisce e comincia:
- Benedici Signore…sta cas… t..tt.. col…o che vi a…tano… prtg’ll…rlvoro…
- EH ?
- Eh cosa? Che c’è da gridare? – Il pretino prossimo alla pensione sembra risvegliato dal torpore
- Cos’ha detto? Un codice fiscale?
- Son preghiere che rivolgo a Nostro Signore….
- E le capisce?
Il pretino non bada a me e continua:
…dac…lnstr pan..quot..ano…eeijdoi….edoijewuhfu….sdiojod….
Poi alza l’aggeggio dell’acqua santa, nl nm dl pdr dl fgl dll sprt snt… SBAM SBAM SBAM.
E così abbiamo benedetto il divano a quattro metri di distanza.
Senta… la busta la posso portare in chiesa? Ora non ho qui niente. Sa com’è… Inoltre non posso offrirle niente perchè stavo uscendo. Mi ha proprio preso mentre uscivo. No non esco con lei. Lei esce di qua, io esco da sotto, dove ho la macchina. Giuro.
Il pretino esce senza busta e con lo stomaco vuoto. Chiudo la porta. Lo sento scapuzzare dopo pochi passi.
- SIGNUR !!!!
…in quel momento pregava.
L’ordine e il caos 05/12/2009
Posted by Turk 182 in Uncategorized.add a comment
Sulla mia scrivania niente è al suo posto, ma tutto è rintracciabile. Da me. Ovvio.
In questo momento sulla mia scrivania convivono un portaCD, due hard disk che cubano complessivamente 1.300 GB, il cordless, il fax multifunzione, un posacenere con dentro un timbro, un pacchetto di chewing gum, lo scotch, un altro pacchetto di chewing gum e una pigna di biglietti da visita raccattati in fiera. Fuori dal posacenere, sempre sulla scrivania ci sono poi una porta seriale per USB, l’aggeggio wireless dell’adsl, un portapenne, la cravatta che ho usato ieri, la mia dichiarazione dei redditi, l’iscrizione al club del libro, tre brochures di aziende che ho preso solo per cortesia, un porta-biglietti-da-visita, i miei biglietti da visita, le fatture attive e passive dell’anno 2008, gli spartiti delle più belle canzoni degli anni 80, tre libri di stephen king, uno specchio, una lampada, uno stendibiancheria, tre riviste, e poi varie ed eventuali. Mi serve l’accendino? Scavo dentro i documenti dietro la cravatta ed eccolo. Mi serve un aulin? Sta sotto al posacenere. Telecomando per la TV? Eccolo !!! Un medico? Vicino al cordless. E così via. Pochi giorni fa rientro in ufficio e vedo l’ORDINE: una landa desolata. Paglia ed erba secca che rotolavano da un punto all’altro della stanza. La polvere sollevata dal vento. Un coyote in lontananza. Paura….
- Amore cos’è successo in ufficio?
- Ho fatto un po’ di ordine. Prima c’era un casino. Non si trovava niente
- Ah ok….!!! Eeeee…. Senti…..
- Dimmi amore…
- Dov’è la scrivania?